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Caparezza , nel suo primo album?! Capiste almeno Che vostro figlio in Russia È fra i poeti il più grande! Io non sono cambiato Il cuore ed I pensieri son gli stessi Sul tappeto magnifico dei versi Voglio dirvi qualcosa che vi tocchi. Voglio stanotte pisciare a dirotto Dalla finestra mia sopra la luna! È questa la più grande confessione Che mai teppista possa confidarvi.

Nome: confessione malandrino
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Voglio stanotte pisciare a dirotto Dalla finestra mia sopra la luna! Caparezzanel suo primo album?! Mi piace che mi grandini sul viso la fitta sassaiola dell’ingiuria, l’agguanto solo per sentirmi vivo al guscio della mia capigliatura. E quando incontra un vetturino gli torna in mente il suo concio natale malqndrino vorrebbe la coda del ronzino regger come strascico nuziale. Menu di navigazione Strumenti personali Accesso non effettuato discussioni contributi registrati entra.

confessione malandrino

Solo più forte stringo fra le mani L’ondulata mia bolla dei capelli. Poveri genitori contadini Certo siete invecchiati e ancor temete Il signore del cielo e gli acquitrini Genitori che mai non capirete Che oggi il vostro figliolo è diventato Il primo tra I poeti del paese Ed ora in scarpe verniciate E col cilindro in testa egli cammina. Alla fine del brano ne viene riproposta anche un’altra strofa.

Voglio stanotte pisciare a dirotto Dalla finestra mia sopra la luna!

Confessioni di un malandrino

Dalla mia testa come uva matura gocciola il confessoone vino delle chiome, voglio essere una gialla velatura gonfia verso un paese senza nome. È sempre uguale, con la verde cima? Fioriscono gli occhi in viso Simili a fiordalisi fra la segala. E tu, diletto, Fedele cane pezzato!

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Confessioni Di Un Malandrino – Angelo Branduardi –

Ma sopravvive in lui la frenesia di un vecchio mariuolo di campagna e malaandrino ogni insegna di macelleria alla vacca s’inchina sua compagna. Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. È disponibile a corrispondere all’avente diritto un equo compenso in caso di confessioje di fotografie il cui malancrino sia, all’atto della pubblicazione, ignoto.

Io non sono cambiato, il cuore ed i pensieri son gli stessi, sul tappeto magnifico dei versi voglio dirvi qualcosa che vi tocchi. In tanto azzurro anche morir non duole. Ma mi vogliono bene come ai campi Alla pelle, ed alla pioggia di stagione Raro sarà che chi mi offende scampi Dalle punte del forcone.

Non si gelava il cuore a voi per lui, Scalzo nelle pozzanghere d’autunno? Ho voglia d’essere la vela gialla Verso il paese cui per mare andiamo.

Ah, salendone i rami quante uova Ho rubato dai nidi alle cornacchie! E magari vuoi saperne di più Ho Capito. Come a scaldarsi al rogo dell’aurora S’è accoccolato l’acero nostro.

La falce dell’aurora ha già tinnito Fra l’erba del crepuscolo. E tu, diletto, Fedele cane pezzato! Ed incontrando in piazza i vetturini Ricorda l’odore del letame sui campi, Pronto, come uno strascico nuziale, A reggere la coda dei cavalli.

Vivi per sempre

O pegaso decrepito e bonario il tuo galoppo è ora senza scopo e giunsi come un maestro solitario e non canto e non celebro che i topi. Conferma password Compilare il campo Conferma Password Il campo Confesione deve avere almento 6 caratteri Le password devono coincidere.

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confessione malandrino

Voglio stanotte pisciare a dirotto Dalla finestra mia sopra la luna! Stridulo e cieco t’hanno fatto gli anni, E trascinando vai per il cortile la coda penzolante, Col fiuto immemore di porte e stalla. Confessioni di un malandrino – Angelo Branduardi. Come grata ritorna quella birichinata: Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d’autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.

Poveri genitori contadini certo siete invecchiati, ancor temete il signore del cielo e gli acquitrini genitor che mai non capirete che oggi il vostro figliuolo è diventato il primo fra i poeti del paese ed ora con le scarpe verniciate e col cilindro in testa egli cammina.

Gioventu’ Bruciata (Sanremo 2019)

O pegaso decrepito e bonario Il tuo galoppo è ora senza scopo Giunsi come un maestro solitario E non canto e non celebro che I topi Dalla mia testa come uva matura Gocciola il folle vino delle chiome Voglio essere una gialla velatura Gonfia verso un paese senza nome.

Capiste almeno Che vostro figlio in Russia È fra i poeti il più grande! Certo non siete diventati belli, E Iddio temete e degli acquitrini le viscere.

confessione malandrino

E quando incontra un vetturino Gli torna in mente il suo concio natale E vorrebbe la coda del ronzino Regger come strascico nuziale.